Dire “no biogas”, nella fase (avanzata) in cui si trova il progetto per la realizzazione dei due impianti previsti a Masate, non basta – ha detto Michele Avola, portavoce della lista civica Vivere Bellinzago -. La nostra lista civica sostiene con forza la linea adottata dal Sindaco di Bellinzago Lombardo Angela Comelli che ha dimostrato serietà, oltreché pragmatismo, nell’affrontare un tema così delicato come quello del ciclo dei rifiuti organici. Compito degli amministratori è infatti quello di interagire con gli Enti Sovracomunali titolati a gestire il percorso di attuazione di questi impianti.

Ai riflettori e alle prime pagine il Sindaco Angela Comelli ha preferito azioni concrete come quella di sottoscrivere, insieme con gli altri sindaci dell’area interessata, un documento che sotto forma di mozione è stato inviato a Città Metropolitana, dove ha trovato parere favorevole di tutti i gruppi politici, nessuno escluso.

Quello che però ci domandiamo è che fine abbia fatto. In quel documento erano elencate tutta una serie di domande che riguardavano anzitutto l’impatto dei mezzi pesanti; i rischi per la salute dei cittadini, non solo quelli vicini alle centrali; se fosse o meno necessaria la realizzazione di questi impianti in quelle dimensioni e non invece, come forse sarebbe più auspicabile, l’utilizzo di impianti più piccoli e preesistenti, indicando anche il coinvolgimento di altre aziende pubbliche che ad oggi gestiscono impianti simili a quelli in progettazione.

In questa fase delicata dove i cittadini sono preoccupati per le informazioni che circolano sui progetti previsti a Masate, servirebbe (e sarebbe anzi essenziale!) un coinvolgimento di tutti i Sindaci e i soggetti interessati a progetti di questa portata. In questo caso non è stato così, ma per porre rimedio sarà necessaria una strada comune e condivisa fra tutti. Senza però strumentalizzazioni di parte, visto che (come a Bellinzago) si andrà a votare il 10 giugno e qualche lista civica sta già tentando di mettere il cappello sul tema, facendo leva sulle paure, ma senza mai indicare un’azione concreta. Così non si va lontano.

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